mercoledì 27 giugno 2012

Filosofi e scrittori entrano dal gelataio

Come sintetizzare il pensiero...

Riporto quelle più belle, per me; quelle evidenziate sono geniali, sempre per me.

Kierkegaard entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Kierkegaard: “Vorrei un gelato. Alla fragola. No, aspetti. Al limone. No, scusi, menta. Oddio, c'è anche la stracciatella... Allora, no facciamo che fragola andava bene. Cono. No, scusi, coppetta. No cono. Al limone. Senta, decida lei. No, scusi, decido io. No, decida lei. (Comincia ad ansimare in preda ad una crisi di panico). Allora, facciamo limone e fragola. No, meglio menta e fragola. Nella coppetta. Decida lei. No, decido io. No, decida lei. Senta, facciamo così: lasciamo decidere a Dio.”
Dio tace.
Kierkegaard: “A posto così.” Ed esce fischiettando, contento, senza gelato.

Nietzsche entra dal gelataio.
Nietzsche entra dal gelataio.
Nietzsche entra dal gelataio.
Ad libitum.

Schopenauer entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Schopenauer: “No.”
Esce.


Plotino e Pitagora entrano dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desiderano?”
Entrambi, in coro: “Una vaschetta da un chilo di gelato. Per una festa.”
Commesso: “Quanti gusti vi metto?”
Plotino: “Uno”. Pitagora: “Dieci”
I due si fissano per un istante. Litigano. Ed escono dalla gelateria.


Hegel entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Hegel: “Una coppetta tre gusti. Fiordilatte... cioccolato... e stracciatella.”
Esce con la coppetta.
Arriva Feuerbach, gli prende la coppetta, gliela butta a terra all'urlo di “Hegel culo!” e corre via.

Voltaire e un amico entrano dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desiderate?”
I due ordinano. Il commesso li serve.
Amico di Voltaire: “Questo è il gelato più buono al mondo. Non riesco a immaginare un gelato più buono.”
Voltaire: “Non diciamo cazzate.”

Blaise Pascal e un amico entrano dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desiderate?”
Pascal: “Scommetti che mi mangio una vaschetta da un chilo in 3 minuti.”
Amico: “Devi smetterla con queste scommesse. C'è un limite a tutto.”
Da fuori, Giordano Bruno: “Sicuri?”

Sartre non va dal gelataio perché ha la nausea.


Raymond Queneau entra dal gelataio.
Raymond Queneau entrò dal gelataio.
Il gelataio entra da Raymond Queneau.
Raymond Queneau s'introduce in un gelativendolo.
Ho visto Raymond Queneau. Andava dal gelataio.
Raymond Queneau entre chez la gelaterìe.
Raymond Queneau, famoso scrittore degli inizi del novecento, entra, ovvero passa l'uscio, da un gelataio, ovvero un venditore di un prodotto fresco e gustoso.
Era Queneau. Entrava. Dal gelataio.
Soggetto: Queneau. Azione: entrare. Luogo: il gelataio.
“Bene,” pensò Raymond Queneau. “Un gelataio. Ho proprio voglia di entrarci.”


James Joyce entra in una gelateria che fastidio questo col cellulare caldo dove cosa devo mangiare e i commessi che guarda quella lì che gonna con sì vorrei vedere gormiti che i bambini mi danno fastidio devo pagare due euro coppetta da 3 gusti menta gelato cioccolato dolce un po' salato menta stracciatella no stracciatella qui non è buona menta fiordilatte panna no panna sì fragola fragola menta panna quella con la gonna se n'è andata sì grazie no domani rate da pagare libro da scrivere.

Pirandello entra in una gelateria.
Da lontano fischia un treno. Pirandello si da' un colpo sulla fronte, come a ricordarsi improvvisamente qualcosa, e corre fuori. Entrano sei personaggi, e non lo trovano.


Un signore entra dal gelataio.
Eraclito, che è il commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Signore: “Una coppetta menta e amarena, grazie.”
Eraclito: “Ecco a lei. Mangi in fretta, che si scioglie.”


Jack Kerouac entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Kerouac: “Un cono cioccolato e fragola.”
Commesso: “Mangia qui o porta via?”
Kerouac: “Secondo lei?”

Guglielmo da Occam entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Guglielmo da Occam: “Cioccolato e fragola.”
Commesso: “Guardi che lei ha indicato menta e fiordilatte.”
Guglielmo da Occam: “Quel che è.”


Un signore entra dal gelataio.
Il commesso, Anselmo d'Aosta: “Buongiorno. Desidera?”
Il signore: “Dunque... cioccolato e menta.” Poi nota che il gelato sembra un po' acquoso: “Ma... è fresco?”
Anselmo d'Aosta: “Certo. È gelato. Lo dice la parola stessa.”


Cartesio entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Cartesio: “Cioccolato e limone. Prenderei una coppetta... Quei coni sembrano molli. Sono lì da molto?”
Commesso: “Mah... non penso...”
Cartesio: “Questo già lo sapevo.”

Tolkien sta per entrare dal gelataio.
Ma sulla porta c'è un cartello: “Non parliamo elfico.”
Sconsolato Tolkien se ne torna a casa.


Jean-Jacques Rousseau sta leggendo un libro al tavolino del gelataio.
Entra suo figlio.“Papà, mi spieghi una cosa di matematica?”
Rousseau: “No. Arrangiati.”


Robert Louis Stevenson entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Stevenson: “Due gelati. Uno per me, e uno per l'altro.”


Vittorio Alfieri entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Vuole un gelato?”
Alfieri: “Altroché!”


Fonte: http://pt.scribd.com/doc/55096943/filosofi

Me ne viene una su Kant:

Kant entra in gelateria.
Commesso: "Oh, buongiorno professor Kant. Oggi è in ritardo!"
Kant: "No, perbacco, no!"
Commesso: "Ehm bè, sì, guardi l'orologio del campanile..."
Kant: "Oh caspiterina!... Ecco perché non ho visto il parrocco..."
Commesso: "Le faccio il solito?..."
Kant: "No, perdindirindina, no... a quest'ora ho già finito il mio gelato!".
Esce.

1 commento:

  1. Ho trovato molto divertenti quelle su Schopenhauer e Kierkegaard.

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